Coro e Orchestra dell'Ateneo barese

WORKSHOP – CONCERTO: «Dove le parole finiscono, la musica comincia.»

8 giugno 2026

ASSOCIAZIONE HARMONIA  CORO ED ORCHESTRA DELL’ATENEO BARESE APS
E
ORCHESTRA ATHENAEUM

in collaborazione con

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO

 CUTAMC – Centro Universitario Teatro Arti visive Musica Cinema


WORKSHOP – CONCERTO


 «MUSICA SACRA FRA SEICENTO E NOVECENTO
Mozart e la Messa dell’Incoronazione KV 317»

Workshop
19 giugno 2026  – Aula Magna “Aldo Cossu” dell’Ateneo Barese

Concerto
21 giugno 2026  –   Chiesa di Sant’Antonio, Bari


Dall’iniziativa congiunta tra l’Associazione Harmonia Coro ed Orchestra dell’Ateneo Barese e dell’Orchestra Athenaeum, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e CUTAMC è stato organizzato un workshop-concerto sulla musica sacra a cavallo tra il seicento e il 900.

Il workshop-concerto si propone come un’esperienza formativa e artistica di alto profilo, capace di coniugare la trasmissione del sapere musicale con la potenza espressiva dell’esecuzione dal vivo. Il progetto intende offrire a docenti, collaboratori e studenti dell’Ateneo un percorso integrato che, attraverso la conoscenza e il coinvolgimento emotivo, avvicini la comunità universitaria al patrimonio musicale europeo.

La Krönungsmesse (Messa dell’Incoronazione) in Do maggiore KV 317, composta da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1779, rappresenta uno dei capolavori della musica sacra del Classicismo viennese. Scritta probabilmente in occasione dell’incoronazione annuale di una statua della Vergine Maria a Maria Plain, presso Salisburgo, l’opera brilla per freschezza melodica, luminosità orchestrale e perfetta sintesi tra forma liturgica e ispirazione teatrale. Il soprannome «Krönungsmesse» – Messa dell’Incoronazione – si consolidò nella tradizione ottocentesca, anche per il suo impiego nelle cerimonie di incoronazione degli imperatori d’Austria.

Il progetto intende condurre il pubblico alla scoperta di quest’opera attraverso un percorso che unisce rigore storico-analitico ed emozione estetica, mettendo in dialogo la parola del musicologo con la voce viva di coro, solisti e orchestra.


IL WORKSHOP

MUSICA SACRA FRA SEICENTO E NOVECENTO
Percorsi e problemi della musica sacra fra Seicento e Novecento

Moderatore

Prof. Lorenzo Mattei Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
Tra XVII e XVIII secolo la musica sacra occupò un ruolo centrale nella vita religiosa, politica e culturale, configurandosi al tempo stesso come espressione di devozione e come strumento di rappresentazione del potere istituzionale. Le composizioni liturgiche e paraliturgiche si svilupparono all’interno di una fitta rete di corti, chiese e istituzioni urbane, riflettendo lo stretto rapporto tra musica, ritualità e autorità. Forme musicali come la Messa, il mottetto e l’oratorio si evolsero secondo tradizioni locali, partecipando al contempo a più ampi processi di circolazione stilistica su scala europea. I compositori, operanti tanto nei contesti cattolici quanto in quelli protestanti, adattarono i generi sacri alle diverse pratiche liturgiche e agli ideali estetici del tempo, conciliando la funzione devozionale con un linguaggio musicale sempre più articolato. L’analisi della musica sacra in questo contesto consente di evidenziarne il ruolo non solo nella costruzione dell’esperienza religiosa, ma anche nell’espressione delle strutture culturali e politiche che caratterizzavano la società europea dell’Ancien Régime.

Relatori

Dott. Claudio Ermogene Del MedicoSocietà di Storia Patria per la Puglia
Testimoni di arte organaria nelle città degli Acquaviva d’Aragona

Prof. Antonio Dell’OlioConservatorio “U. Giordano” Foggia
Il catalogo delle musiche sacre di Gaetano Veneziano: problematiche e prospettive di ricerca

Prof. Massimo RaffaUniversità del Salento
Compostezza e angoscia: il Requiem di Tomaso Resti

Prof.ssa Cristina ScuderiUniversità di Milano, “la statale”
Riformare la musica sacra, disciplinare i musicisti: precetti e censura nel repertorio di era ceciliana

Prof. Lorenzo Mattei Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
Distinzione fra musica sacra e profana  

M° Marco GrassoDirettore d’orchestra e compositore
Ridurre per rivelare: trascrizione e riscrittura del repertorio orchestrale tra Settecento e contemporaneità

ABSTRACT

Dott. Claudio Ermogene Del MedicoSocietà di Storia Patria per la Puglia
Testimoni di arte organaria nelle città degli Acquaviva d’Aragona
Alcuni illustri esponenti della nobile famiglia Acquaviva d’Aragona hanno favorito, direttamente o indirettamente, la diffusione degli organi a canne e della cultura organaria nell’Italia centro-meridionale. L’argomento, affascinante e complesso, non è stato adeguatamente approfondito per almeno tre ragioni: i limiti di molti organologi in ambito storiografico, i pregiudizi di parecchi storici dell’arte nei confronti delle cosiddette “arti minori” e l’avversione di certi cultori di memorie patrie per qualunque forma di collaborazione. Nasce così l’idea di “rileggere con intelligenza” le fonti a stampa e manoscritte per meglio comprendere la storia organaria di Atri (TE), Caserta (CE), Conversano (BA), Giulianova (TE), Morro d’Oro (TE), Mosciano Sant’Angelo (TE), Nardò (LE), Notaresco (TE) e altre città a vario titolo “acquaviviane”.

Prof. Antonio Dell’OlioConservatorio “U. Giordano” Foggia
Il catalogo delle musiche sacre di Gaetano Veneziano: problematiche e prospettive di ricerca
Il presente intervento intende indagare le problematiche affrontate nella realizzazione del catalogo delle musiche sacre di Gaetano Veneziano (1656-1716), compositore pugliese che ricoprì prestigiose cariche musicali a Napoli. L’approccio bibliografico adottato mira ad arricchire il contenuto monografico con la disamina delle forme musicali ricorrenti nel multiforme panorama musicale napoletano.

Prof. Massimo RaffaUniversità del Salento
Compostezza e angoscia: il Requiem di Tomaso Resti
Composto nel 1802, recentemente riscoperto ed eseguito in prima moderna a Lecce nello scorso febbraio, il Requiem in do minore del compositore leccese Tomaso Resti (1765-1830) si presenta come un’opera di grande interesse, caratterizzata da un’accurata architettura tonale e formale, nella quale convivono istanze stilistiche diverse, e da momenti di notevole efficacia espressiva. Nel presente contributo si intende illustrarne gli aspetti più salienti, come il disegno formale, l’uso dell’armonia, i legami con gli stilemi della tradizione operistica.

Prof.ssa Cristina ScuderiUniversità di Milano, “la statale”
Riformare la musica sacra, disciplinare i musicisti: precetti e censura nel repertorio di era ceciliana
Nel contesto italiano di fine Ottocento, il cecilianesimo viene generalmente descritto come un movimento di riforma del repertorio liturgico volto al recupero di modelli antichi; un’analisi ravvicinata di fonti provenienti da archivi del nord est italiano ne mostra invece soprattutto la dimensione impositiva e coercitiva. Attraverso regolamenti, commissioni di censura, controlli sulle partiture e un uso aggressivo della stampa cattolica, il movimento cerca di sradicare il repertorio di derivazione operistica, colpendo tanto le opere quanto i musicisti che le eseguono. Il richiamo a Palestrina e alla “polifonia classica” come paradigma assoluto, unito a norme minuziose su organici, forme e stile, finisce però in alcuni casi per comprimere la creatività dei compositori e produrre esiti spesso giudicati mediocri dagli stessi riformatori. Il caso friulano, con le sue resistenze locali e i suoi esempi di censura esplicita, consente di interrogarsi criticamente sulle conseguenze estetiche e sociali di una riforma che, nel nome della santità e dell’universalità della musica sacra, sembra privilegiare la funzionalità liturgica rispetto alle esigenze dei fedeli e alla libertà di invenzione musicale.

Prof. Lorenzo Mattei Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
Distinzione fra musica sacra e profana 
La distinzione fra musica sacra e profana è frutto di un’estetica consolidatasi solo alla fine del XIX secolo sulla spinta di movimenti artistici tesi all’esaltazione di peculiarità compositive ritenute precipue della produzione chiesastica. La relazione intende dimostrare quanto labile fosse il confine fra sacro e profano sul piano squisitamente musicale nella percezione degli ascoltatori dei secoli passati e di come le differenze riguardassero solo i luoghi e committenze

M° Marco GrassoDirettore d’orchestra e compositore
Ridurre per rivelare: trascrizione e riscrittura del repertorio orchestrale tra Settecento e contemporaneità
La trascrizione tra XVIII e XIX secolo rappresenta una pratica fondamentale per la diffusione della musica colta, in particolare attraverso la riduzione da grande a piccolo organico. Lungi dall’essere una semplice semplificazione, essa implica un processo di rielaborazione che conserva e ridefinisce l’identità dell’opera. A partire dalla produzione di Wolfgang Amadeus Mozart, l’intervento esamina come le opere orchestrali vengano adattate a contesti più intimi, attraverso scelte che riguardano distribuzione delle voci, resa timbrica ed equilibrio formale. Questa pratica, storicamente legata alla diffusione domestica del repertorio, mantiene ancora oggi una funzione centrale: consente anche a piccoli ensemble di accedere a opere sinfoniche, garantendone una continua vitalità. Esempi significativi si riscontrano in trascrizioni moderne di lavori come la Sinfonia n. 4 di Gustav Mahler e la Serenata n. 1 in re maggiore di Johannes Brahms. L’intervento evidenzia così la trascrizione come pratica ancora attuale, rilevante nella prassi esecutiva, nella didattica e nella riflessione musicologica.

Guida all’ascolto della Messa d’incoronazione (a cura di Lorenzo Mattei)


IL CONCERTO

W. A. Mozart – KRÖNUNGSMESSE IN DO MAGGIORE KV 317 

Direttore d’orchestra M° Marco Grasso

Maestro del coro Sergio Lella

Solisti

Rosa Angela AlbengaSoprano;
Annamaria Savino Mezzosoprano;
Stefano ColucciTenore;
Giuseppe Naviglio Baritono

Coro Harmonia dell’Ateneo Barese
Orchestra Athenaeum

Struttura della Krönungsmesse KV 317

Il programma prevede l’esecuzione integrale della Messa dell’Incoronazione nelle sue sei sezioni liturgiche: 

  • Kyrie in Do maggiore – Andante maestoso (coro e soli)
  • Gloria in Do maggiore – Allegro vivace (coro e soli)
  • Credo in Do maggiore – Allegro molto (coro e soli)
  • Sanctus in Fa maggiore – Adagio / Allegro
  • Benedictus in Fa maggiore – Andante sostenuto (quartetto solistico)
  • Agnus Dei in La minore / Do maggiore – Andante sostenuto (soprano solo e coro)

«Dove le parole finiscono, la musica comincia.» (Heinrich Heine)

Contatti: info@harmoniaonline.org – www.uniba.it – Facebook – Instagram

 

UNIVERSITA’ CANTA – BERGAMO BRESCIA 2023

17 aprile 2023

Università Canta nasce durante il difficile periodo di isolamento del primo lockdown da Covid-19 da un’idea di Laura Pesenti, docente del Coro degli Studenti dell’Università degli Studi di Bergamo. Con l’aiuto dei supporti digitali, ha riunito i suoi allievi in un abbraccio virtuale, grazie alla creazione di un video musicale realizzato unendo le diverse voci degli studenti, sulla base del brano Hey Jude. Il video, montato a partire dai singoli contributi realizzati da ognuno di loro, è stato condiviso poi in rete. Questa esperienza ha spinto Laura Pesenti a creare una staffetta musicale che ha coinvolto ben venticinque università italiane, estendendo l’abbraccio virtuale gli studenti italiani, riuniti sul canale YouTube Università Canta. Tutti loro si inconteranno fisicamente durante UniCo, il primo evento che riunirà tutti i partecipanti di Università Canta a Bergamo e Brescia durante l’anno di nomina Capitale della Cultura. Il 22 e 23 aprile 2023, i cori studenteschi che hanno aderito alla staffetta di Università Canta renderanno reale l’abbraccio virtuale in una manifestazione pubblica. L’abbraccio avrà inizio sabato 22 aprile a Bergamo, in cui più di 800 coristi provenienti da tutta Italia, diffonderanno il loro canto in Città Alta. Provenienti da tre punti diversi, entreranno festosi in Piazza Vecchia e, pronti a celebrare il tanto atteso momento di unione, intoneranno l’Inno di Mameli, accompagnati dall’orchestra dell’Università di Trento diretta dal Maestro Fabio Turra, terminando l’esibizione in un grande abbraccio. La sera, il repertorio dei 25 cori universitari verrà presentato in concerto presso il Teatro Sociale. La giornata di domenica 23 aprile avrà inizio con 7 concerti itineranti in luoghi simbolo di Bergamo e Brescia: a Bergamo presso la Cattedrale di Sant’Alessandro, la Chiesa di Sant’Andrea, la Chiesa di San Nicolò ai Celestini e il Circolino di Città Alta; a Brescia presso la Chiesa di San Clemente e la Chiesa di San Cristo. Il pomeriggio, presso il Teatro San Barnaba, verrà aperto uno spazio di dialogo e confronto per tutti i direttori di coro, con lo scopo di valorizzare il ruolo delle attività musicali e corali all’interno dell’università. Questo incontro sarà un’occasione per entrare nel vivo della realtà accademica, fatta di luoghi e di momenti di scambio in cui è possibile conoscersi e sostenersi l’un l’altro anche attraverso la musica. Nello stesso luogo, la sera, si concluderà la manifestazione con un concerto analogo a quello andato in scena il giorno precedente al Teatro Sociale, terminando con il passaggio di testimone a un’università europea.

RUBRICA: Essere coro… in quarantena

9 giugno 2020

Un altro racconto della nostra rubrica “Essere coro… in quarantena”. Sarà l’ultimo? Non si sa!

Buona lettura!

Harmonia siamo noi!

All’inizio sembrava che questo virus fosse roba cinese, di poco conto, che non ci avrebbe colpito perché troppo lontano e poi, si sa, le “robe cinesi” non durano a lungo. Poi il virus è arrivato in Italia e precisamente in Lombardia in un posto sconosciuto: Cologno…Comogno…ah si, Codogno! E chi li conosce i Codognesi. Provincia di Lodi? Io non ho parenti in quella provincia, semmai a Bergamo ho parenti stretti, ma ancora il virus non è arrivato lì… Tanto il problema è circoscritto al Nord Italia.

Intanto ci prepariamo per la festa di San Valentino, per il Carnevale (i più giovani!) e soprattutto per l’arrivo del Papa a Bari il 23 febbraio dove alcune persone del coro canteranno sia nel coro ristretto che nel coro di risposta, in mezzo ai fedeli. Per i non praticanti o non credenti c’è la prova con il coro ARCOPU a Fasano per la preparazione del Requiem di John Rutter che si eseguirà il 20 di marzo a Taranto. Insomma ce n’è per tutti i gusti, cantare, cantare in coro nella folla di 3000-4000 persone per il Papa oppure nel Coro Regionale, a cui l’associazione è iscritta, con 80 coristi circa da tutte le parti della Puglia. In conclusione, il Coro Harmonia sempre presente ed attivo anche quando arriva l’eco che il virus si sta diffondendo ad altissima velocità e ormai si può parlare di Pandemia. Che grossissimo rischio abbiamo corso!!! Con il senno di poi…

A volte la Dea Fortuna aiuta gli audaci, sarà anche perché ci preparavamo a ricantare a giugno i “Carmina Burana” di Carl Orff. Gli incontri vengono sospesi perché Harmonia fa parte dell’Università di Bari ed essendo stata decisa la sospensione di qualsiasi attività didattica di qualsiasi grado, anche al coro viene comunicato che a partire da giovedì 5 marzo non ci saranno più prove fino a data da destinarsi… Non lo sapevamo ma il focolaio del virus era già arrivato in Puglia, era già in mezzo a noi, avendo contagiato un corista, che da quel momento non avrebbe più partecipato all’attività del coro… per sempre! Oh Fortuna, velut luna, status variabilis…

Gli eventi superano ogni immaginazione. Quest’anno non festeggiamo più l’8 Marzo, perché quella data diventa l’inizio della quarantena.
E che vordì? Quaranta giorni senza vedersi? Quaranta no, quindici, no un mese! Il 10 marzo viene scritto nella chat di comunicazioni di Harmonia che per le disposizioni del Governo e per il bene comune, la sospensione delle prove sarà prorogata fino al 3 Aprile. Tanto poi i giorni successivi incomincia la Settimana Santa ed il 12 Aprile è Pasqua. Vuoi che per quella data non si sbloccherà tutto? Si è mai visto un Triduo Pasquale senza popolo, senza canti, senza Requiem e Alleluia? Allora perché non ripetere da soli in casa il Requiem di Mercadante già programmato e il Madrigal di Faurè da cantare in coro con i coristi francesi che arriveranno in Puglia a fine Maggio? Il M° Sergio Lella si prodiga nel preparare le basi in mp3, una per ogni sezione ma senza la propria parte cantata, solo le voci delle altre sezioni. La tua parte la devi cantare TU, senza rete ma con le voci degli altri a cui “aggrapparti” come un acrobata del Circo. Sergio lo chiama “ gioco-esercizio-compito a casa” ma aggiunge che la finalità di questa “perfidia” è quella di tenerci in attività, di farci sentire parte di un gruppo , sapendo che non siamo i soli a svolgerla.

Ed è incominciata così la fase delle prime chiamate di gruppo tramite WA, le registrazioni casalinghe prima, delle sole voci, poi anche i video, non senza notevoli difficoltà per chi si cimentava per la prima volta con i nuovi mezzi tecnologici. Poi l’idea di Anna Daniela di provare, come già veniva fatto per i bambini privati degli spazi comunitari, la piattaforma ZOOM con i suoi meeting, il ritrovarsi, anche solo i giorni dedicati alle prove, il vedere che ci siamo, siamo vivi e sani, che la voce, benché arrugginita, ha ancora voglia di librarsi nell’aria. Auguri di Compleanno dal vivo o registrati, approfondimento di amicizie che si sono così rinnovate, gare di solidarietà verso chi aveva bisogno di un conforto. Non solo musica ma anche quella, partecipando a Cori e Bande per l’Europa con 70 coristi e centinaia di musicisti da tutt’Italia con una versione latina dell’Inno alla Gioia di Beethoven . Il coro “casalingo” della famiglia Lella ci ha allietato, il 25 Aprile, con una versione inedita a tre voci di “O bella ciao”. Il Gaudeamus Igitur in versione polifonica, registrato singolarmente e poi magistralmente/ magicamente ricomposto da Gianni, marito della corista Silvia, proposto come socio onorario di Harmonia, da inviare al Coro Universitario di Bologna e poi sul nostro canale YouTube.

Siamo arrivati così alla fine del lockdown , del confinamento, dello “ statevene alle case vostre” senza però poter dire fine all’isolamento dell’attività corale dov’è ancora richiesta una distanza fra coristi, maggiore di quella sociale (3 metri!!!)e che non si può pensare con la mascherina sul viso. Sicuramente ci incontreremo come persone amiche ma non ancora come coro, ancora no, non si può, non si sa. L’attività teatrale riprenderà dal 15 giugno ma è cosa ben diversa cantare in un coro di 40 persone, servirebbe uno stadio per lo spazio richiesto! Forse si procederà con le sole prove di sezione oppure si canterà per quartetti sacrificando l’idea di gruppo. Non so e non voglio pensarci, perché gli eventi si susseguono con tanta velocità ed imprevedibilità che forse a fine anno 2020, grazie anche al vaccino, tutto questo sarà un brutto ricordo e comunque una prova della vita a cui, grazie a voi, sono sopravvissuta.

Biancamaria Dammacco