ASSOCIAZIONE HARMONIA CORO ED ORCHESTRA DELL’ATENEO BARESE APS
E
ORCHESTRA ATHENAEUM
in collaborazione con
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO
CUTAMC – Centro Universitario Teatro Arti visive Musica Cinema
WORKSHOP – CONCERTO
«MUSICA SACRA FRA SEICENTO E NOVECENTO
Mozart e la Messa dell’Incoronazione KV 317»
Workshop
19 giugno 2026 – Aula Magna “Aldo Cossu” dell’Ateneo Barese
Concerto
21 giugno 2026 – Chiesa di Sant’Antonio, Bari
Dall’iniziativa congiunta tra l’Associazione Harmonia Coro ed Orchestra dell’Ateneo Barese e dell’Orchestra Athenaeum, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e CUTAMC è stato organizzato un workshop-concerto sulla musica sacra a cavallo tra il seicento e il 900.
Il workshop-concerto si propone come un’esperienza formativa e artistica di alto profilo, capace di coniugare la trasmissione del sapere musicale con la potenza espressiva dell’esecuzione dal vivo. Il progetto intende offrire a docenti, collaboratori e studenti dell’Ateneo un percorso integrato che, attraverso la conoscenza e il coinvolgimento emotivo, avvicini la comunità universitaria al patrimonio musicale europeo.
La Krönungsmesse (Messa dell’Incoronazione) in Do maggiore KV 317, composta da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1779, rappresenta uno dei capolavori della musica sacra del Classicismo viennese. Scritta probabilmente in occasione dell’incoronazione annuale di una statua della Vergine Maria a Maria Plain, presso Salisburgo, l’opera brilla per freschezza melodica, luminosità orchestrale e perfetta sintesi tra forma liturgica e ispirazione teatrale. Il soprannome «Krönungsmesse» – Messa dell’Incoronazione – si consolidò nella tradizione ottocentesca, anche per il suo impiego nelle cerimonie di incoronazione degli imperatori d’Austria.
Il progetto intende condurre il pubblico alla scoperta di quest’opera attraverso un percorso che unisce rigore storico-analitico ed emozione estetica, mettendo in dialogo la parola del musicologo con la voce viva di coro, solisti e orchestra.
IL WORKSHOP
MUSICA SACRA FRA SEICENTO E NOVECENTO
Percorsi e problemi della musica sacra fra Seicento e Novecento
Moderatore
Prof. Lorenzo Mattei – Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
Tra XVII e XVIII secolo la musica sacra occupò un ruolo centrale nella vita religiosa, politica e culturale, configurandosi al tempo stesso come espressione di devozione e come strumento di rappresentazione del potere istituzionale. Le composizioni liturgiche e paraliturgiche si svilupparono all’interno di una fitta rete di corti, chiese e istituzioni urbane, riflettendo lo stretto rapporto tra musica, ritualità e autorità. Forme musicali come la Messa, il mottetto e l’oratorio si evolsero secondo tradizioni locali, partecipando al contempo a più ampi processi di circolazione stilistica su scala europea. I compositori, operanti tanto nei contesti cattolici quanto in quelli protestanti, adattarono i generi sacri alle diverse pratiche liturgiche e agli ideali estetici del tempo, conciliando la funzione devozionale con un linguaggio musicale sempre più articolato. L’analisi della musica sacra in questo contesto consente di evidenziarne il ruolo non solo nella costruzione dell’esperienza religiosa, ma anche nell’espressione delle strutture culturali e politiche che caratterizzavano la società europea dell’Ancien Régime.
Relatori
Dott. Claudio Ermogene Del Medico – Società di Storia Patria per la Puglia
Testimoni di arte organaria nelle città degli Acquaviva d’Aragona
Prof. Antonio Dell’Olio – Conservatorio “U. Giordano” Foggia
Il catalogo delle musiche sacre di Gaetano Veneziano: problematiche e prospettive di ricerca
Prof. Massimo Raffa – Università del Salento
Compostezza e angoscia: il Requiem di Tomaso Resti
Prof.ssa Cristina Scuderi – Università di Milano, “la statale”
Riformare la musica sacra, disciplinare i musicisti: precetti e censura nel repertorio di era ceciliana
Prof. Lorenzo Mattei – Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
Distinzione fra musica sacra e profana
M° Marco Grasso – Direttore d’orchestra e compositore
Ridurre per rivelare: trascrizione e riscrittura del repertorio orchestrale tra Settecento e contemporaneità
ABSTRACT
Dott. Claudio Ermogene Del Medico – Società di Storia Patria per la Puglia
Testimoni di arte organaria nelle città degli Acquaviva d’Aragona
Alcuni illustri esponenti della nobile famiglia Acquaviva d’Aragona hanno favorito, direttamente o indirettamente, la diffusione degli organi a canne e della cultura organaria nell’Italia centro-meridionale. L’argomento, affascinante e complesso, non è stato adeguatamente approfondito per almeno tre ragioni: i limiti di molti organologi in ambito storiografico, i pregiudizi di parecchi storici dell’arte nei confronti delle cosiddette “arti minori” e l’avversione di certi cultori di memorie patrie per qualunque forma di collaborazione. Nasce così l’idea di “rileggere con intelligenza” le fonti a stampa e manoscritte per meglio comprendere la storia organaria di Atri (TE), Caserta (CE), Conversano (BA), Giulianova (TE), Morro d’Oro (TE), Mosciano Sant’Angelo (TE), Nardò (LE), Notaresco (TE) e altre città a vario titolo “acquaviviane”.
Prof. Antonio Dell’Olio – Conservatorio “U. Giordano” Foggia
Il catalogo delle musiche sacre di Gaetano Veneziano: problematiche e prospettive di ricerca
Il presente intervento intende indagare le problematiche affrontate nella realizzazione del catalogo delle musiche sacre di Gaetano Veneziano (1656-1716), compositore pugliese che ricoprì prestigiose cariche musicali a Napoli. L’approccio bibliografico adottato mira ad arricchire il contenuto monografico con la disamina delle forme musicali ricorrenti nel multiforme panorama musicale napoletano.
Prof. Massimo Raffa – Università del Salento
Compostezza e angoscia: il Requiem di Tomaso Resti
Composto nel 1802, recentemente riscoperto ed eseguito in prima moderna a Lecce nello scorso febbraio, il Requiem in do minore del compositore leccese Tomaso Resti (1765-1830) si presenta come un’opera di grande interesse, caratterizzata da un’accurata architettura tonale e formale, nella quale convivono istanze stilistiche diverse, e da momenti di notevole efficacia espressiva. Nel presente contributo si intende illustrarne gli aspetti più salienti, come il disegno formale, l’uso dell’armonia, i legami con gli stilemi della tradizione operistica.
Prof.ssa Cristina Scuderi – Università di Milano, “la statale”
Riformare la musica sacra, disciplinare i musicisti: precetti e censura nel repertorio di era ceciliana
Nel contesto italiano di fine Ottocento, il cecilianesimo viene generalmente descritto come un movimento di riforma del repertorio liturgico volto al recupero di modelli antichi; un’analisi ravvicinata di fonti provenienti da archivi del nord est italiano ne mostra invece soprattutto la dimensione impositiva e coercitiva. Attraverso regolamenti, commissioni di censura, controlli sulle partiture e un uso aggressivo della stampa cattolica, il movimento cerca di sradicare il repertorio di derivazione operistica, colpendo tanto le opere quanto i musicisti che le eseguono. Il richiamo a Palestrina e alla “polifonia classica” come paradigma assoluto, unito a norme minuziose su organici, forme e stile, finisce però in alcuni casi per comprimere la creatività dei compositori e produrre esiti spesso giudicati mediocri dagli stessi riformatori. Il caso friulano, con le sue resistenze locali e i suoi esempi di censura esplicita, consente di interrogarsi criticamente sulle conseguenze estetiche e sociali di una riforma che, nel nome della santità e dell’universalità della musica sacra, sembra privilegiare la funzionalità liturgica rispetto alle esigenze dei fedeli e alla libertà di invenzione musicale.
Prof. Lorenzo Mattei – Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
Distinzione fra musica sacra e profana
La distinzione fra musica sacra e profana è frutto di un’estetica consolidatasi solo alla fine del XIX secolo sulla spinta di movimenti artistici tesi all’esaltazione di peculiarità compositive ritenute precipue della produzione chiesastica. La relazione intende dimostrare quanto labile fosse il confine fra sacro e profano sul piano squisitamente musicale nella percezione degli ascoltatori dei secoli passati e di come le differenze riguardassero solo i luoghi e committenze
M° Marco Grasso – Direttore d’orchestra e compositore
Ridurre per rivelare: trascrizione e riscrittura del repertorio orchestrale tra Settecento e contemporaneità
La trascrizione tra XVIII e XIX secolo rappresenta una pratica fondamentale per la diffusione della musica colta, in particolare attraverso la riduzione da grande a piccolo organico. Lungi dall’essere una semplice semplificazione, essa implica un processo di rielaborazione che conserva e ridefinisce l’identità dell’opera. A partire dalla produzione di Wolfgang Amadeus Mozart, l’intervento esamina come le opere orchestrali vengano adattate a contesti più intimi, attraverso scelte che riguardano distribuzione delle voci, resa timbrica ed equilibrio formale. Questa pratica, storicamente legata alla diffusione domestica del repertorio, mantiene ancora oggi una funzione centrale: consente anche a piccoli ensemble di accedere a opere sinfoniche, garantendone una continua vitalità. Esempi significativi si riscontrano in trascrizioni moderne di lavori come la Sinfonia n. 4 di Gustav Mahler e la Serenata n. 1 in re maggiore di Johannes Brahms. L’intervento evidenzia così la trascrizione come pratica ancora attuale, rilevante nella prassi esecutiva, nella didattica e nella riflessione musicologica.
Guida all’ascolto della Messa d’incoronazione (a cura di Lorenzo Mattei)
IL CONCERTO
W. A. Mozart – KRÖNUNGSMESSE IN DO MAGGIORE KV 317
Direttore d’orchestra M° Marco Grasso
Maestro del coro Sergio Lella
Solisti
Rosa Angela Albenga – Soprano;
Annamaria Savino – Mezzosoprano;
Stefano Colucci –Tenore;
Giuseppe Naviglio – Baritono
Coro Harmonia dell’Ateneo Barese
Orchestra Athenaeum
Struttura della Krönungsmesse KV 317
Il programma prevede l’esecuzione integrale della Messa dell’Incoronazione nelle sue sei sezioni liturgiche:
- Kyrie in Do maggiore – Andante maestoso (coro e soli)
- Gloria in Do maggiore – Allegro vivace (coro e soli)
- Credo in Do maggiore – Allegro molto (coro e soli)
- Sanctus in Fa maggiore – Adagio / Allegro
- Benedictus in Fa maggiore – Andante sostenuto (quartetto solistico)
- Agnus Dei in La minore / Do maggiore – Andante sostenuto (soprano solo e coro)
«Dove le parole finiscono, la musica comincia.» (Heinrich Heine)
Contatti: info@harmoniaonline.org – www.uniba.it – Facebook – Instagram

Università Canta nasce durante il difficile periodo di isolamento del primo lockdown da Covid-19 da un’idea di Laura Pesenti, docente del Coro degli Studenti dell’Università degli Studi di Bergamo. Con l’aiuto dei supporti digitali, ha riunito i suoi allievi in un abbraccio virtuale, grazie alla creazione di un video musicale realizzato unendo le diverse voci degli studenti, sulla base del brano Hey Jude. Il video, montato a partire dai singoli contributi realizzati da ognuno di loro, è stato condiviso poi in rete. Questa esperienza ha spinto Laura Pesenti a creare una staffetta musicale che ha coinvolto ben venticinque università italiane, estendendo l’abbraccio virtuale gli studenti italiani, riuniti sul canale YouTube Università Canta. Tutti loro si inconteranno fisicamente durante UniCo, il primo evento che riunirà tutti i partecipanti di Università Canta a Bergamo e Brescia durante l’anno di nomina Capitale della Cultura. Il 22 e 23 aprile 2023, i cori studenteschi che hanno aderito alla staffetta di Università Canta renderanno reale l’abbraccio virtuale in una manifestazione pubblica. L’abbraccio avrà inizio sabato 22 aprile a Bergamo, in cui più di 800 coristi provenienti da tutta Italia, diffonderanno il loro canto in Città Alta. Provenienti da tre punti diversi, entreranno festosi in Piazza Vecchia e, pronti a celebrare il tanto atteso momento di unione, intoneranno l’Inno di Mameli, accompagnati dall’orchestra dell’Università di Trento diretta dal Maestro Fabio Turra, terminando l’esibizione in un grande abbraccio. La sera, il repertorio dei 25 cori universitari verrà presentato in concerto presso il Teatro Sociale. La giornata di domenica 23 aprile avrà inizio con 7 concerti itineranti in luoghi simbolo di Bergamo e Brescia: a Bergamo presso la Cattedrale di Sant’Alessandro, la Chiesa di Sant’Andrea, la Chiesa di San Nicolò ai Celestini e il Circolino di Città Alta; a Brescia presso la Chiesa di San Clemente e la Chiesa di San Cristo. Il pomeriggio, presso il Teatro San Barnaba, verrà aperto uno spazio di dialogo e confronto per tutti i direttori di coro, con lo scopo di valorizzare il ruolo delle attività musicali e corali all’interno dell’università. Questo incontro sarà un’occasione per entrare nel vivo della realtà accademica, fatta di luoghi e di momenti di scambio in cui è possibile conoscersi e sostenersi l’un l’altro anche attraverso la musica. Nello stesso luogo, la sera, si concluderà la manifestazione con un concerto analogo a quello andato in scena il giorno precedente al Teatro Sociale, terminando con il passaggio di testimone a un’università europea.


